Filosofia dell'essere
- 25 set 2023
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Chi è l’ artefice del nostro destino, noi oppure dio?
Ci hanno sempre detto di metterci nelle mani del divino e aspettare che lui faccia per noi.
Ma se noi facessimo una cosa del genere saremmo totalmente in balia di un’entità creata apposta per soggiogare tutti gli uomini e non saremmo.
Quindi siamo o non siamo? Siamo l’ essere o il non essere?
Perchè se siamo l’essere esistiamo, se siamo il non essere, non esistiamo per nostra volontà; dunque non siamo.
Questo tipo di filosofia va a braccetto con tutti i concetti e preconcetti della vita quotidiana e la domanda fondamentale è: l’uomo è, o non è? Se è, esisterebbe; se non è, non esiste.
Dunque l’uomo non esiste e ci sono moltissimi presupposti per affermare ciò e questo potrebbe essere identificato come assioma assoluto, in quanto l’uomo è ma non è.
Vive sotto le sembianze di un essere, ma non è; se fosse, esisterebbe, ma non esiste.
L’uomo è troppo attaccato alla materia per vedere la propria spiritualità e riconoscerla come tale e sovrana. L’ uomo è troppo attaccato alla gonnella di uno stato che gli promette mari e monti, e si lascia abbindolare così facilmente da rendere sublime la propria vita; un povero piccolo burattino in balia di qualcosa che lo tiene legato ad una zavorra invisibile e quella stessa zavorra invisibile gli fa gridare libertà, che libertà non è. Dunque l’uomo non è ma crede di essere e questo è il suo principale problema.
La sua ripetizione quotidiana è sconcertante, la sua cecità, inezia, sono così divertenti perché non si accorgono nemmeno di essere attori inconsapevoli della loro vita, derisa dai poteri forti che giocano con loro al gatto con il topo; e come bravi burattini si mettono in fila per eseguire gli ordini categorici dei soliti poteri forti.
Se si dovessero svegliare improvvisamente da questo lungo sonno i loro volti raggelerebbero di fronte a quanto hanno creato nella loro vita, a quanto si sono lasciati manipolare dai poteri forti (o per lo meno è così che si credono) e istintivamente dicono di essere liberi quando in realtà non lo sono. L’uomo può credersi di essere qualsiasi cosa, ma agli occhi del tutto, quel che conta davvero sono i fatti concreti.
Dunque l’uomo non è, ma crede di essere.
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